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L’amore gay sul divano. Polemiche per i grandi cartelloni della campagna di Toscani. Zeffirelli: volgarità. Gullotta: mostra la verità
Corriere della Sera, 18 settembre 2005
Divide l’ultima campagna pubblicitaria firmata Oliviero Toscani. Enormi cartelloni con due uomini che si divertono con una toccatina alle parti intime, un bacio sulle labbra, un morsetto all’orecchio e un’altra strizzatina lì. La psicoterapeuta Anna Oliverio Ferraris protesta: «È un messaggio che confonde i bambini». E attacca Toscani: «Non siamo noi bacchettoni è lui che è pronto a tutto per far soldi». Più duro il regista Franco Zeffirelli: «Il suo cattivo gusto mi irrita. Trionfa ora che la volgarità è diventata di massa. Viene quasi voglia di diventare islamici». Perplesso Alfonso Pecoraro Scanio: «Evitiamo la caricatura. Potrebbe nuocere ai gay». Mentre Grillini dell’Arcigay grida alla censura: «Di questo passo finiremo per avere la polizia del pensiero». Lui, il fotografo-choc, se la ride: «Tutti gli uomini giocano a "pizzicarselo". Lo fanno persino in Parlamento, anche i più insospettabili», dichiara. E critica la «mentalità un po’ da "baciabanchi"». Ma Pecoraro Scanio, che bacchettone non è, ed è pure bisex dichiarato, non è convinto. «L’educazione vale sia per le coppie etero che per quelle gay. Nessuno si toccherebbe su un divano di fronte a tutti. Mostrare due uomini che si baciano è normale. Mostrarli in modo così sguaiato mentre chiediamo il riconoscimento delle coppie gay è controproducente». Grillini invece non ha dubbi: «È una censura. Le proteste hanno fatto sospendere la campagna. Ma i due uomini erano vestiti. Appena si parla di gay questo Paese perde la testa». «Non è una questione di censura» contesta Anna Oliverio Ferraris. «Quei manifesti pongono un problema educativo. I bambini all’inizio pensano a uno scherzo tra maschi. Ma poi restano confusi. Loro crescono gradualmente, non si possono dare troppe informazioni insieme e spiegare l’omosessualità quando ancora non sanno bene cosa fanno mamma e papà. Fino a sei anni imparano tutto per imitazione e senza senso critico». Teme che diventino gay? «No, ma potrebbero cominciare a toccare gli amichetti. Insomma, altro che censura qui la libertà è solo commerciale: è dei pubblicitari con le loro tecniche di condizionamento e i messaggi mirati a far soldi. Le mamme devono spiegare questo ai bambini». L’Italia è bigotta? «Quando Toscani firmava da noi le campagne con il bambino nudo sul piatto o il morto di mafia, a Parigi la Benetton era pubblicizzata da un Pinocchio di legno con abiti colorati. L’ipocrita è lui che fa queste cose per godersi la sua ricca villa con cavalli». Zeffirelli attacca: «Toscani non merita commenti. Siamo allo sfascio. Tutto è permesso. Tutto è chic. Tutto è nuovo. Invece è solo volgarità. La massa dovrebbe respingere le sollecitazioni diaboliche. Non comprare quei prodotti. Invece si guarda altrove. Fortunatamente dentro di noi c’è tutto un altro Vangelo che ogni tanto si affaccia». L’attore Leo Gullotta sdrammatizza. «Molto rumore per nulla. La pubblicità usa sempre la pruderie , solo che finora sono state usate le donne, spesso nude. C’è una foto con un africano di spalle con tre donne vestite solo di stivali avvinghiate a varie altezze, perché nessuno protesta?». «In un Paese ipocrita, dove vige la morale cattolica ma esistono migliaia di locali in cui le coppie fanno cose nascoste e un matrimonio su 10 fallisce, Toscani scandalizza solo perché va dritto alla verità».
Virginia Piccolillo
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